Lo sfondo sfocato è uno degli effetti più belli e utilizzati nella fotografia. Si vede spesso nei ritratti, nelle foto di animali, negli scatti di fiori e nelle immagini dedicate a piccoli oggetti. Grazie a questo effetto, il soggetto principale rimane nitido, mentre tutto ciò che si trova dietro appare più morbido e meno definito.
In questo modo l’occhio di chi guarda viene attirato subito verso la parte più importante della fotografia, con meno distrazioni che potrebbero essere determinate dallo sfondo. Per ottenere un buon risultato non serve necessariamente essere fotografi professionisti. È però utile conoscere alcuni aspetti tecnici, come l’apertura del diaframma, la lunghezza focale e la distanza tra il soggetto e lo sfondo.
Scegliere un obiettivo adatto allo sfondo sfocato
La scelta dell’obiettivo ha una grande importanza. Se vuoi migliorare la tua attrezzatura senza spendere troppo, compra qui obiettivi mirrorless usati, cercando modelli luminosi e adatti al tipo di fotografie che desideri realizzare. Gli obiettivi luminosi hanno spesso aperture massime come f/1.4, f/1.8 oppure f/2.8.
Un numero f basso indica che il diaframma può aprirsi molto e lasciare entrare una quantità maggiore di luce. Questo consente anche di ridurre la profondità di campo, cioè la zona della fotografia che appare nitida. Di conseguenza, il soggetto resta a fuoco mentre lo sfondo diventa sfocato.
Per iniziare può essere utile un obiettivo da 50 mm con apertura f/1.8. Si tratta di una lente abbastanza semplice da utilizzare, adatta ai ritratti e spesso disponibile a prezzi convenienti. Un obiettivo da 85 mm può offrire uno sfondo ancora più morbido, soprattutto quando si fotografano volti o persone a mezzo busto.
Anche uno zoom può creare un buon effetto. Per esempio, usando un 70-200 mm vicino alla lunghezza focale massima, lo sfondo può apparire molto sfocato. Le focali lunghe tendono infatti a comprimere visivamente i diversi piani dell’immagine e ad aumentare la separazione tra soggetto e ambiente.
Aprire il diaframma nel modo corretto
Il diaframma è un meccanismo formato da alcune lamelle che si trova all’interno dell’obiettivo. Può aprirsi o chiudersi per controllare la quantità di luce che raggiunge il sensore della fotocamera.
I valori del diaframma vengono indicati con numeri come f/1.8, f/2.8, f/5.6 oppure f/11. Bisogna ricordare, a questo proposito, che un numero basso corrisponde a un’apertura grande. Al contrario, un numero alto indica un’apertura più piccola.
Per sfocare lo sfondo si possono usare valori come f/1.8, f/2.8 o f/3.5. Con queste aperture la profondità di campo diventa ridotta. Solo una piccola parte della scena risulterà perfettamente a fuoco.
Quando si fotografa un volto, è importante mettere a fuoco l’occhio più vicino alla macchina fotografica. Se la fotocamera dispone del riconoscimento automatico dell’occhio, questa funzione può rendere il lavoro più semplice. Le moderne mirrorless riescono spesso a individuare automaticamente gli occhi delle persone.
Bisogna comunque fare attenzione. Fotografando più persone con un’apertura molto ampia, qualcuno potrebbe risultare sfocato. In questo caso è meglio chiudere leggermente il diaframma, passando per esempio da f/1.8 a f/3.5 o f/4.
Aumentare la distanza tra soggetto e sfondo
Per ottenere lo sfondo sfocato, anche la posizione del soggetto è fondamentale. Se una persona si trova appoggiata a una parete, il muro resterà abbastanza riconoscibile anche usando un obiettivo luminoso. Se invece la persona si sposta alcuni metri in avanti, la parete apparirà molto meno definita.
In generale, maggiore è la distanza tra il soggetto e lo sfondo, più evidente sarà la sfocatura. Per questo motivo, durante un ritratto all’aperto, è meglio evitare di far posizionare la persona troppo vicina agli alberi, alle siepi o agli edifici.
Anche il fotografo può avvicinarsi al soggetto. Mettendo a fuoco da una distanza ridotta, la profondità di campo diminuisce. Bisogna però scegliere la focale con attenzione, perché fotografare un volto da molto vicino con un grandangolo può far apparire il naso più grande e il resto del viso più distante.
Una soluzione pratica può essere quella di usare una focale compresa tra 50 e 85 mm, posizionare il soggetto lontano dallo sfondo e scegliere un’apertura tra f/1.8 e f/2.8.
Regolare tempi di scatto e sensibilità ISO
Quando il diaframma viene aperto, entra più luce nella fotocamera. Per evitare che l’immagine risulti troppo chiara, bisogna modificare anche il tempo di scatto oppure la sensibilità ISO.
In una giornata molto luminosa, fotografare a f/1.8 potrebbe richiedere un tempo rapido, come 1/2000 o 1/4000 di secondo. In questo modo il sensore viene esposto alla luce per un periodo molto breve.
Gli ISO dovrebbero invece rimanere bassi quando c’è abbastanza luce. Valori come ISO 100 o ISO 200 permettono di ottenere fotografie più pulite e con meno rumore digitale.
Per chi non vuole usare subito la modalità manuale, può essere utile la modalità priorità di diaframma, indicata con la lettera A oppure Av. Il fotografo sceglie il valore del diaframma, mentre la macchina calcola automaticamente il tempo di scatto adatto.




