Dal 28 aprile 2026 entra in vigore anche per i notebook il regime europeo del “common charger”, già applicato dal 28 dicembre 2024 a smartphone, tablet, cuffie, e-reader e altri dispositivi portatili. In pratica, i portatili che rientrano nell’ambito della norma e che possono essere ricaricati via cavo dovranno poter usare la porta USB-C come interfaccia di ricarica comune. La novità, però, non riguarda solo il connettore: tocca anche le informazioni da dare al cliente, la compatibilità con la ricarica rapida e la possibilità di vendere il computer senza alimentatore in confezione.
Cosa prevede davvero la norma europea
Il riferimento normativo di base è la Direttiva (UE) 2022/2380, che modifica la direttiva RED 2014/53/UE sulle apparecchiature radio e introduce la soluzione del caricatore comune nell’Unione europea. La Commissione europea riassume i punti chiave in quattro blocchi: porta di ricarica armonizzata, armonizzazione della ricarica rapida, possibilità di separare la vendita del caricatore da quella del dispositivo e obblighi informativi più chiari per il consumatore. Nello stesso quadro, la Commissione richiama anche il Regolamento delegato (UE) 2023/1717, che aggiorna i riferimenti tecnici per la ricarica cablata.
Dal punto di vista pratico, quindi, non si tratta di una semplice “preferenza” per USB-C, ma di un requisito di conformità per i prodotti immessi sul mercato europeo nel perimetro della disciplina. La formulazione corretta, dal lato legale, non è solo “i produttori devono usare USB-C”, ma che i dispositivi interessati non possono essere messi a disposizione sul mercato dell’Unione se non rispettano i requisiti previsti dalla disciplina europea e dal recepimento nazionale. In Italia, l’adeguamento è passato anche dal Decreto legislativo 9 luglio 2024, n. 100, entrato in vigore l’11 luglio 2024.
Da quando scatta l’obbligo per i notebook
La data da segnare è il 28 aprile 2026. La Commissione europea è esplicita: i requisiti del caricatore comune si applicano ai laptop da quella data, mentre per molte altre categorie di dispositivi portatili il regime è partito il 28 dicembre 2024. Questo significa che, per i nuovi notebook venduti nell’UE da fine aprile 2026 in poi, il tema della compatibilità con la ricarica tramite USB-C non è più opzionale.
C’è anche un chiarimento utile per evitare equivoci. La disciplina riguarda la messa a disposizione sul mercato e l’immissione sul mercato dei prodotti: in altre parole, non impone a chi possiede già un notebook di sostituirlo, né rende improvvisamente “fuorilegge” i dispositivi già in uso. Il punto centrale è la conformità dei nuovi modelli commercializzati nel mercato UE a partire dalla data di applicazione.
USB-C sì, ma non basta guardare la forma del connettore
Il primo requisito è il più visibile: USB-C è la porta comune. Però la norma europea non si ferma all’aspetto fisico della presa. La Commissione richiama anche la armonizzazione della ricarica rapida, con l’obiettivo di evitare che i produttori limitino in modo ingiustificato la velocità di ricarica quando si usa un caricatore compatibile. In più, la documentazione ufficiale per gli operatori economici richiama la logica USB Power Delivery, precisando che, se un dispositivo integra protocolli aggiuntivi, deve comunque consentire il pieno funzionamento della ricarica USB PD.
Per chi compra un notebook, questo punto è fondamentale: non basta vedere una porta USB-C e dare per scontato che “qualsiasi caricatore vada bene” in ogni scenario. I produttori devono fornire informazioni visive e scritte sulle caratteristiche di ricarica, compresa la potenza richiesta dal dispositivo e l’eventuale supporto alla ricarica rapida. In concreto, il consumatore deve poter capire se il caricatore che ha già sulla scrivania è davvero adatto al nuovo portatile oppure no.
Si può vendere il notebook senza alimentatore?
Sì, ed è uno dei passaggi più importanti da spiegare bene. La normativa europea non impone di inserire sempre il caricatore nella confezione. Al contrario, punta a favorire la separazione tra vendita del dispositivo e vendita del caricatore, così da ridurre acquisti inutili, sprechi e rifiuti elettronici. La Commissione spiega chiaramente che il consumatore deve poter acquistare un nuovo dispositivo elettronico senza un nuovo charger, e collega questa scelta alla riduzione dei caricabatterie inutilizzati e dei RAEE.
Attenzione però a un dettaglio decisivo: la possibilità di non includere l’alimentatore non significa libertà totale nella comunicazione commerciale. I produttori devono usare apposite icone/pittogrammi e indicazioni testuali per far capire subito se il dispositivo è venduto con caricatore incluso oppure no, oltre a fornire un’etichetta con le specifiche di ricarica compatibili. In altre parole, il notebook può arrivare in scatola senza alimentatore, ma il cliente deve esserne informato in modo chiaro, visibile e standardizzato.
Cosa cambia per produttori, rivenditori e utenti
Per i produttori cambia anzitutto la progettazione del prodotto: dal 28 aprile 2026 il notebook destinato al mercato UE deve essere pensato dentro il perimetro del common charger, con interfaccia USB-C e con una gestione della ricarica coerente con i requisiti europei. Per rivenditori ed e-commerce cambia anche il modo di presentare il prodotto: scheda tecnica, packaging, etichette e messaggi commerciali devono essere coerenti con le nuove regole su connettore, caratteristiche di ricarica e presenza o assenza dell’alimentatore.
Per l’utente finale, invece, il vantaggio più evidente è la maggiore semplicità. In teoria diventa più facile riutilizzare caricabatterie già posseduti, ridurre il numero di alimentatori acquistati e capire con meno ambiguità quale accessorio sia davvero compatibile. Però resta importante un controllo pratico prima dell’acquisto: anche in un mondo USB-C, la potenza richiesta dal notebook, il cavo utilizzato e il supporto alla ricarica rapida continuano a fare la differenza nell’uso quotidiano.
Riferimenti normativi essenziali
I riferimenti da citare in un articolo o in una scheda informativa sono questi:
- Direttiva (UE) 2022/2380, che modifica la direttiva 2014/53/UE e introduce il quadro del caricatore comune. (EUR-Lex)
- Regolamento delegato (UE) 2023/1717, richiamato dalla Commissione come aggiornamento delle specifiche tecniche per la ricarica cablata. (Mercato Interno e PMI)
- Decreto legislativo 9 luglio 2024, n. 100, con cui l’Italia ha adeguato la normativa nazionale alla direttiva europea; il provvedimento è entrato in vigore l’11 luglio 2024. (Gazzetta Ufficiale)
- Decreto 6 giugno 2025, n. 115 del MIMIT, che aggiorna anche il quadro dei controlli e della sorveglianza sulle apparecchiature radio in Italia. (Gazzetta Ufficiale)
La novità del 28 aprile 2026 non va letta come un semplice cambio di presa, ma come un passaggio più ampio verso notebook più interoperabili, confezioni più trasparenti e meno spreco di alimentatori. Il punto chiave è questo: il nuovo portatile dovrà poter essere ricaricato tramite USB-C, ma il caricatore potrà anche non essere presente nella scatola, purché il consumatore sia informato in modo corretto e standardizzato.





