Capire perché il pc è lento prima di intervenire
Un computer lento si manifesta con segnali inequivocabili: apertura lenta dei programmi, tempi di avvio superiori a due minuti, blocchi improvvisi, ventole spesso al massimo e disco fisso sempre al 100% di utilizzo. Anche semplici operazioni come la navigazione tra cartelle o l’avvio del browser diventano snervanti. Se noti uno o più di questi sintomi, è il momento di intervenire.
Le cause più comuni: software, disco, RAM, virus
Le ragioni di un rallentamento possono essere molteplici. Tra le più frequenti troviamo:
- Accumulo di file temporanei e cache che occupano spazio e risorse;
- Programmi in background che consumano risorse RAM e CPU;
- Disco rigido quasi pieno o danneggiato (specie se HDD);
- Presenza di virus, adware o malware che rallentano tutto il sistema;
- Driver e software obsoleti;
- Hardware non più adeguato, soprattutto su pc datati.
Secondo Microsoft, la causa principale di rallentamento su Windows 10 e 11 è la combinazione di programmi in avvio automatico e spazio su disco insufficiente.
Prima di ottimizzare, valuta l’età del computer e le sue specifiche. Un pc con più di 6-7 anni, dotato solo di HDD e 4GB di RAM, può essere lento anche dopo una buona pulizia software. Tuttavia, molti pc tra i 3 e i 6 anni possono tornare reattivi con interventi mirati. Consulta la sezione “Upgrade hardware per velocizzare pc senza formattare” per capire se ha senso investire in un upgrade hardware.
Quando ha senso evitare la formattazione
Formattare non è sempre la soluzione migliore. È consigliabile evitare la formattazione se:
- Non vuoi perdere dati o reinstallare programmi;
- Il pc rallenta da poco tempo e non ci sono errori di sistema gravi;
- L’hardware è ancora adeguato agli usi quotidiani;
- Sul computer sono installati software complessi o configurazioni personalizzate (es. software aziendali, strumenti di lavoro);
- La lentezza sembra dovuta a “sporcizia” software e non a problemi fisici del disco o della RAM.
Al contrario, se noti errori frequenti, crash di sistema o il pc è stato infettato da un virus particolarmente aggressivo, la formattazione potrebbe essere l’unica strada
Strumenti base di diagnosi integrati in Windows
Prima di procedere alla pulizia, puoi sfruttare strumenti integrati in Windows per una diagnosi rapida:
- Gestione attività (Ctrl+Shift+Esc): per vedere i processi che consumano CPU, RAM e disco;
- Monitoraggio risorse: accessibile dalla Gestione attività, offre un’analisi più dettagliata;
- Strumento integrato di risoluzione dei problemi (Impostazioni > Sistema > Risoluzione dei problemi);
- Windows Security per controllare la presenza di malware.
Questi strumenti permettono di diagnosticare le cause del pc lento senza software aggiuntivi. Prendi nota di cosa consuma più risorse: sarà utile nei passaggi successivi.
Pulizia di base: file inutili, cache e programmi temporanei
La pulizia disco di Windows è il primo passo per liberare spazio e risorse. Puoi avviarla digitando “Pulizia disco” nella barra di ricerca di Windows. Seleziona l’unità da pulire (generalmente C:), attendi la scansione e scegli cosa eliminare: file temporanei, cache di sistema, file nel cestino, vecchi aggiornamenti di Windows.
- Consiglio: esegui la pulizia almeno una volta al mese.
- In media, si possono recuperare tra i 2 e i 10 GB di spazio, secondo dati Microsoft (fonte).
Eliminare file temporanei e cache del sistema
Oltre a Pulizia disco, Windows 10 e 11 permettono di cancellare facilmente i file temporanei da Impostazioni > Sistema > Archiviazione. Da qui puoi eliminare cache delle app, file di sistema temporanei e vecchi file di installazione.
Non dimenticare di svuotare anche la cache dei browser (Chrome, Edge, Firefox): spesso raggiunge dimensioni di diversi GB e rallenta la navigazione.
Pulire download, cestino e cartelle dimenticate
Le cartelle Download e Cestino sono tra le più trascurate. Elimina i file che non ti servono più e svuota regolarmente il cestino. Fai attenzione anche a cartelle come “Documenti” e “Desktop”, spesso piene di vecchi backup o file inutili.
Un disco con meno del 15% di spazio libero può causare notevoli rallentamenti, quindi mantieni sempre una buona quantità di spazio disponibile.
Gestire i punti di ripristino troppo numerosi
Windows crea automaticamente punti di ripristino che occupano spazio su disco. Entra in “Proprietà del sistema” > “Protezione sistema” e clicca su “Configurazione”. Da qui puoi eliminare i punti di ripristino non più necessari, liberando diversi GB.
Attenzione: lascia almeno un punto di ripristino recente per sicurezza in caso di problemi dopo la pulizia.
Quando usare software di pulizia di terze parti
Se la pulizia manuale non basta, puoi affidarti a software di pulizia pc come CCleaner (in versione gratuita), BleachBit o Glary Utilities. Questi strumenti permettono di eliminare residui, cronologie e file inutili di programmi terzi.
- Non abusare: usali solo quando necessario e scaricali sempre dai siti ufficiali.
- Evita programmi poco noti che promettono “miracoli”: potrebbero contenere adware.
Molti pc, specialmente quelli nuovi, arrivano con bloatware: software preinstallati e spesso inutilizzati che occupano spazio e risorse. Anche nel tempo, si accumulano programmi provati una volta e poi dimenticati.
Fai una lista dei software che usi realmente. Tutto ciò che non serve, va rimosso per alleggerire il pc.
Disinstallare correttamente da Pannello di controllo
Per disinstallare programmi inutili, apri “Pannello di controllo” > “Programmi e funzionalità” (oppure “App e funzionalità” su Windows 10/11). Seleziona l’app da rimuovere e clicca su Disinstalla.
- Evita di cancellare programmi a caso: cerca prima informazioni online se hai dubbi su una voce.
- Disinstallare software inutili può recuperare anche 10-15 GB di spazio e migliorare notevolmente le prestazioni.
Rimuovere bloatware preinstallato su pc nuovi
I pc nuovi, soprattutto quelli di grandi marchi, hanno spesso tool di produttore, giochi demo, antivirus a tempo e app promozionali. Quasi sempre sono rimuovibili senza rischi. Consulta la lista dei programmi, cerca i nomi dei produttori (HP, Acer, Dell, ecc.) e rimuovi ciò che non ti serve.
Attenzione: alcuni tool di supporto possono essere utili per aggiornamenti driver o recupero dati. Verifica sempre a cosa serve un’app prima di eliminarla.
Gestire toolbar, estensioni e app che rallentano
Anche le toolbar nei browser, le estensioni inutili e le app di avvio automatico contribuiscono al rallentamento. Rimuovi tutte le estensioni browser che non usi e elimina le toolbar (spesso installate per errore insieme ad altri programmi).
Non eliminare driver, componenti di sistema o software Microsoft/Windows di cui non conosci la funzione. In caso di dubbio, cerca il nome del programma online o chiedi consiglio a un esperto. Disinstallare un componente essenziale può rendere il sistema instabile o impedire l’avvio.
Ottimizzare l’avvio: servizi e programmi in esecuzione automatica
Molti programmi si avviano automaticamente con Windows, rallentando l’accensione. Apri Gestione attività (Ctrl+Shift+Esc) e vai nella scheda “Avvio”. Qui trovi l’elenco dei programmi in esecuzione automatica e il loro impatto sull’avvio.
Per velocizzare l’avvio, disattiva i programmi non essenziali tramite il tasto destro su ciascun elemento e scegli “Disabilita”. Mantieni attivi solo antivirus, servizi di cloud (se li usi) ed eventuali utility hardware indispensabili.
Esempi di software sicuri da disattivare all’avvio del pc:
- Spotify, Skype, Discord, Adobe Reader;
- Updater di stampanti, servizi di giochi, software di backup automatico non utilizzato.
Alcuni servizi di sistema e di terze parti, come aggiornamenti automatici di software o backup, restano attivi anche senza che l’utente se ne accorga. Usa msconfig (Configurazione di sistema) per vedere quali servizi si avviano con Windows. Disabilita solo quelli che riconosci e che non sono essenziali.
Ridurre il tempo di boot su Windows 10 e 11
Con pochi passaggi puoi ridurre il tempo di avvio del pc anche del 40%. Oltre a disattivare i programmi all’avvio:
- Attiva l’avvio rapido dalle Opzioni risparmio energia;
- Verifica che il BIOS sia aggiornato;
- Usa un SSD al posto dell’HDD, quando possibile (vedi sezione upgrade hardware).
Se dopo la disattivazione noti errori o funzionalità mancanti (es. tastiera non funzionante, problemi audio), riattiva i servizi uno alla volta. È raro compromettere il sistema in modo grave, ma è sempre meglio annotare le modifiche effettuate.
Seguendo questi passaggi, puoi ottimizzare l’avvio del pc e ridurre drasticamente i tempi di attesa, migliorando la reattività generale senza rischi di perdita dati o necessità di formattazione.
Ottimizzare disco e file system senza formattare
Per capire come velocizzare pc senza formattare è essenziale partire dalla salute del disco. Un disco lento o con errori può causare rallentamenti e blocchi. Con Windows puoi controllare velocemente lo stato del disco utilizzando “Gestione attività” e “Proprietà” del disco (tasto destro sul disco in Esplora risorse > Proprietà > Strumenti).
Inoltre, lo strumento “Monitoraggio affidabilità” (digita “affidabilità” nella ricerca di Windows) segnala eventuali errori hardware o blocchi frequenti. Se compaiono avvisi come “settori danneggiati” o “errori SMART”, è il caso di fare un backup immediato e valutare la sostituzione del disco.
Deframmentare HDD e ottimizzare SSD correttamente
Per chi usa ancora un disco meccanico (HDD), la frammentazione dei file rallenta lettura e scrittura. Windows offre la funzione “Deframmenta e ottimizza unità” (cerca “deframmenta” nel menu Start): si consiglia di eseguire la deframmentazione almeno ogni 1-2 mesi sugli HDD.
Per gli SSD, invece, la deframmentazione è sconsigliata: bisogna invece usare la funzione “Ottimizza” che avvia il comando TRIM, mantenendo l’unità veloce e allungando la vita delle celle di memoria (fonte: Microsoft Support, ultimo aggiornamento 2024).
Controllare errori disco con CHKDSK
Il comando CHKDSK permette di individuare e correggere errori logici e fisici sul disco. Per eseguirlo:
- Apri il prompt dei comandi come amministratore (cerca “cmd”, tasto destro > Esegui come amministratore).
- Digita chkdsk C: /f /r e premi Invio.
- Se richiesto, conferma il riavvio e lascia che il controllo termini.
Questa operazione può richiedere tempo ma risolve molti rallentamenti dovuti a errori file system.
Liberare spazio su disco in modo intelligente
Un disco quasi pieno rallenta sensibilmente Windows. Consigli pratici:
- Lascia sempre almeno il 15-20% di spazio libero.
- Elimina file di grandi dimensioni inutilizzati e svuota regolarmente il Cestino.
- Usa “Sensore memoria” di Windows 10/11 per liberare spazio automaticamente (Impostazioni > Sistema > Archiviazione).
- Valuta di spostare foto, video e documenti su un disco esterno o cloud.
Quando valutare la sostituzione del disco
Se il disco segnala errori ricorrenti, fa strani rumori, o la velocità di lettura/scrittura è inferiore a 50 MB/s (verificabile con programmi come CrystalDiskMark), potrebbe essere arrivato il momento di sostituirlo con un SSD. Questa operazione, pur non essendo una formattazione, restituisce nuova vita anche a pc datati.
Gestire RAM, processi e consumi di risorse
Monitorare RAM e CPU con Gestione attività
Quando il pc è lento, spesso il problema è l’uso eccessivo di RAM o CPU da parte di alcuni processi. Premi Ctrl+Shift+Esc per aprire Gestione attività e controlla le schede “Processi” e “Prestazioni”.
Se la RAM è costantemente oltre l’80%, oppure la CPU resta sopra il 70% anche senza programmi aperti, c’è probabilmente un processo che consuma troppe risorse.
Chiudere processi che bloccano il sistema
Individua i programmi che usano più risorse (spesso browser, antivirus o software di sincronizzazione) e chiudili selezionando il nome e cliccando su “Termina attività”. Attenzione però a non chiudere processi di sistema (come “explorer.exe” o “svchost.exe”), per evitare malfunzionamenti.
Ridurre l’uso di RAM da browser e app pesanti
Browser come Chrome e Firefox possono arrivare a occupare diversi GB di RAM se si tengono molte schede aperte. Consigli pratici:
- Chiudi le schede non indispensabili.
- Disinstalla estensioni superflue.
- Attiva il risparmio memoria (ad esempio in Chrome: Impostazioni > Prestazioni > Risparmio memoria).
Anche programmi come Photoshop, Teams o Zoom possono richiedere molta RAM: valuta di chiuderli quando non servono.
Impostare piani di alimentazione per le prestazioni
Windows permette di scegliere tra diversi piani energetici: “Risparmio energia”, “Bilanciato” e “Prestazioni elevate”. Per pc da lavoro o gaming, selezionare “Prestazioni elevate” può ridurre lag e tempi di risposta:
- Vai su Pannello di controllo > Hardware e suoni > Opzioni risparmio energia.
- Seleziona “Prestazioni elevate”.
Attenzione: questa impostazione aumenta i consumi e la temperatura, soprattutto nei notebook.
Quando serve aggiungere RAM fisica
Se, dopo tutte queste ottimizzazioni, la RAM resta insufficiente (ad esempio meno di 8 GB su Windows 10/11 per uso quotidiano), considera un upgrade hardware. Secondo una ricerca di Crucial, aggiungere RAM aumenta le prestazioni dal 20 al 60% in scenari multitasking intensivo.
Sicurezza: rimuovere virus, malware e adware
Segnali che indicano la presenza di malware
Virus e malware possono rallentare il pc in modo significativo. Sintomi classici:
- App che si aprono da sole o pubblicità indesiderate.
- Consumo anomalo di CPU o RAM.
- Impossibilità di accedere a siti di sicurezza o aggiornamenti bloccati.
Uno studio Kaspersky indica che il 38% dei pc lenti hanno almeno un malware attivo.
Usare Windows Defender e scansioni complete
Windows Defender è integrato in Windows 10/11 e offre una buona protezione di base. Per una scansione approfondita:
- Apri “Sicurezza di Windows” dal menu Start.
- Vai su “Protezione da virus e minacce” > “Opzioni di scansione”.
- Seleziona “Analisi completa” e avvia la scansione.
Questa operazione può richiedere anche un’ora, ma è fondamentale per trovare minacce nascoste.
Strumenti aggiuntivi per rimuovere adware e spyware
A volte Defender non basta. Puoi affiancare programmi gratuiti come Malwarebytes o AdwCleaner, raccomandati anche da siti come Altroconsumo. Questi strumenti rimuovono adware e spyware che spesso sfuggono agli antivirus tradizionali.
Molti malware sfruttano falle di sicurezza non corrette. Aggiorna regolarmente Windows e tutti i programmi installati, in particolare browser, Java e Adobe Reader. Secondo Microsoft, l’87% delle infezioni si verifica su sistemi non aggiornati.
Oltre a una scansione periodica, segui queste buone pratiche:
- Non aprire allegati da fonti sconosciute.
- Scarica solo da siti ufficiali.
- Abilita la protezione in tempo reale di Windows Defender.
- Evita crack e software pirata (spesso veicoli di malware).
Se, nonostante tutto, il sistema resta lento dopo la rimozione di malware, valuta un recupero da backup o una assistenza tecnica specializzata sul pc.
Aggiornamenti, driver e impostazioni di Windows
Gestire correttamente gli aggiornamenti di Windows
Gli aggiornamenti di sistema correggono bug, ottimizzano le prestazioni e chiudono falle di sicurezza. Per controllare lo stato:
- Vai su Impostazioni > Aggiornamento e sicurezza > Windows Update.
- Clicca su “Verifica disponibilità aggiornamenti” e installa tutto ciò che è proposto.
Se il pc si blocca durante gli aggiornamenti, consulta le soluzioni Microsoft ufficiali (support.microsoft.com).
Aggiornare driver di scheda video, rete e chipset
I driver aggiornati migliorano compatibilità e prestazioni, in particolare su pc da gaming e notebook recenti. Per aggiornare:
- Visita il sito del produttore (HP, Lenovo, Dell, ASUS…).
- Scarica driver specifici per il tuo modello.
- Per la scheda video, usa GeForce Experience (NVIDIA) o Radeon Software (AMD).
Un driver video obsoleto può causare crash, rallentamenti e problemi grafici.
Disattivare effetti grafici non necessari
Windows offre molte animazioni e trasparenze che appesantiscono il sistema, soprattutto su pc meno recenti. Per alleggerire:
- Vai su Pannello di controllo > Sistema > Impostazioni di sistema avanzate.
- Clicca su “Prestazioni” > “Impostazioni”.
- Seleziona “Regola in modo da ottenere le prestazioni migliori”.
Questo disattiva solo effetti visivi, rendendo il pc più reattivo.
Ottimizzare indicizzazione, ricerca e notifiche
L’indicizzazione di Windows accelera le ricerche, ma su pc lenti può pesare molto. Se noti rallentamenti durante la ricerca file:
- Disabilita l’indicizzazione per cartelle pesanti (Proprietà cartella > Avanzate).
- Riduci le app che inviano notifiche (Impostazioni > Sistema > Notifiche).
Ripristino configurazione di sistema come alternativa
Se dopo tutte le ottimizzazioni il pc resta lento, puoi tentare un “Ripristino configurazione di sistema”. Questa funzione riporta Windows a uno stato precedente senza perdere file personali:
- Cerca “Ripristino” nel menu Start.
- Seleziona “Apri Ripristino configurazione di sistema” e scegli un punto precedente ai problemi.
Non è una formattazione, ma può risolvere conflitti software e aggiornamenti problematici.
Upgrade hardware per velocizzare pc senza formattare
Passare da HDD a SSD: quanto cambia davvero
Il passaggio da un disco meccanico (HDD) a un’unità a stato solido (SSD) è tra gli interventi più efficaci per velocizzare il pc senza formattare. Un SSD riduce i tempi di avvio di Windows da diversi minuti a meno di 30 secondi. Anche l’apertura di programmi e il trasferimento dei file diventano molto più rapidi. L’installazione di un SSD è consigliata soprattutto se il pc ha più di 4-5 anni e monta ancora un disco tradizionale.
Aumentare la RAM: quando e quanto serve
Se il sistema utilizza spesso più del 70% della RAM disponibile (verificabile tramite Gestione attività), un upgrade della memoria è consigliato. Per un uso base (navigazione, Office), 8 GB sono il minimo raccomandato dal 2024. Per gaming, editing o multitasking intensivo, meglio puntare a 16 GB o più. L’aumento della RAM riduce i blocchi causati da swap su disco e migliora la reattività generale.
Pulizia fisica: polvere, temperature e ventole
La polvere interna è una delle cause principali di surriscaldamento e rallentamenti. Un pc con temperature elevate (oltre 80°C per CPU e GPU) attiva la protezione termica, rallentando le prestazioni. Effettuare una pulizia interna con aria compressa in bomboletta (con pc spento e scollegato) almeno ogni 6-12 mesi aiuta a mantenere ventole e dissipatori efficienti.
Valutare alimentatore e componenti datati
Un alimentatore instabile o vecchio può causare spegnimenti e malfunzionamenti. Se il pc ha più di 6-8 anni, valuta anche la sostituzione di componenti chiave come scheda madre o alimentatore. Questi interventi hanno senso solo se il costo è inferiore al 50% di un pc nuovo di pari fascia.
La priorità va sempre a SSD e RAM, seguiti dalla pulizia fisica. Solo in caso di guasti hardware valutare investimenti maggiori.
Confronto soluzioni: ottimizzare vs formattare
Ottimizzare il pc senza formattare consente di mantenere programmi, dati e impostazioni, evitando la fatica di reinstallare tutto. È più rapido (1-2 ore per una pulizia completa) e a basso rischio di perdita dati. Tuttavia, su pc molto vecchi o gravemente compromessi, i miglioramenti possono essere parziali.
Pro e contro della formattazione completa
Formattare il pc garantisce la rimozione totale di virus, bloatware e problemi software gravi. Offre un sistema “pulito” come appena acquistato. Di contro, richiede backup, reinstallazione di tutte le app e riconfigurazione delle impostazioni. Il rischio di perdita dati è reale se non si esegue un backup accurato.
Quando basta ottimizzare e quando conviene formattare
L’ottimizzazione basta:
– Se il rallentamento è graduale e non ci sono sintomi di infezione grave.
– Se il sistema operativo e i dati sono integri.
– Se gli strumenti di pulizia migliorano chiaramente la reattività.
Conviene formattare:
– In caso di infezioni malware persistenti non rimovibili.
– Se il sistema è instabile, con crash frequenti.
– Quando l’upgrade hardware non produce miglioramenti sensibili.
Tempi, rischi e complessità delle due strade
Ottimizzare richiede meno tempo (1-2 ore), rischi minimi e nessuna competenza avanzata. Formattare può richiedere 4-8 ore (compreso backup e ripristino), è più complesso e va affrontato solo dopo aver provato tutte le alternative.
Strategia ibrida: backup, ottimizzazione e solo poi formattazione
La migliore prassi è sempre questa:
1. Fare un backup dei dati importanti.
2. Eseguire una pulizia e ottimizzazione approfondita.
3. Se il pc resta lento, valutare la formattazione come ultima risorsa.
Consigli specifici per portatili, pc da gaming e ufficio
I portatili economici soffrono spesso di disco HDD e 4 GB di RAM. In questi casi, installare un SSD e portare la RAM ad almeno 8 GB offre un salto prestazionale notevole. Inoltre, attivare il risparmio energetico solo quando serve (non durante attività pesanti) migliora la durata della batteria senza penalizzare troppo le prestazioni.
Per i gamer, è fondamentale mantenere driver GPU aggiornati (fonte: NVIDIA, nvidia.com), limitare i processi in background e usare SSD NVMe per giochi installati. Evita software di ottimizzazione aggressivi che interferiscono con le performance grafiche. Considera l’upgrade della RAM a 16-32 GB se giochi recenti risultano pesanti.
Nell’ambito lavorativo, la priorità va a reattività e stabilità. Disinstalla tool non necessari, limita l’avvio automatico dei programmi e verifica la salute della batteria (sostituendola se scende sotto il 60% di capacità). Un SSD esterno per backup o archiviazione rapida può fare la differenza.
Sui portatili, regola i piani energetici in base all’attività: “Bilanciato” per uso standard, “Prestazioni elevate” per compiti intensivi. Evita scariche complete frequenti; secondo le linee guida di Windows, mantenere la carica tra il 20% e l’80% ottimizza la vita della batteria.
Un dock USB-C permette di collegare monitor, tastiere e storage aggiuntivo con un solo cavo. SSD esterni sono utili per trasferire grandi quantità di dati o lavorare su file pesanti senza appesantire il disco interno.
Manutenzione periodica e buone abitudini per un pc sempre reattivo
Ogni mese:
– Elimina file temporanei e cache.
– Disinstalla programmi non utilizzati.
– Aggiorna Windows e i driver principali.
Questo riduce progressivamente il rischio di rallentamenti.
Come organizzare file e cartelle per non appesantire il sistema
Evita di salvare tutto sul Desktop o nella cartella Download. Sposta periodicamente i file vecchi su un disco esterno o in cloud. Dividi documenti, foto e programmi in cartelle tematiche. Un sistema ordinato agevola il backup e la ricerca veloce dei file.
Backup regolari per lavorare sereni senza formattare
Un backup settimanale su disco esterno o cloud ti protegge da guasti improvvisi e infezioni malware. Usa strumenti integrati come “Cronologia file” di Windows oppure software specifici (es. Macrium Reflect, AOMEI). Ricorda: la regola 3-2-1 (tre copie, due supporti diversi, una off-site) è sempre valida.
Cosa evitare per non rallentare di nuovo il pc
– Non installare programmi da fonti poco affidabili.
– Evita toolbar e estensioni inutili nei browser.
– Non trascurare gli aggiornamenti di sicurezza.
– Non ignorare segni di surriscaldamento o rumori anomali delle ventole.
Checklist rapida di interventi da ripetere nel tempo
1. Pulizia disco e cache ogni mese.
2. Aggiornamenti Windows e driver ogni 2-4 settimane.
3. Backup dati importante ogni settimana.
4. Pulizia fisica interna ogni 6-12 mesi.
5. Revisione programmi in avvio ogni 3 mesi.
Seguendo questi consigli, il pc resterà veloce e affidabile nel tempo, evitando la necessità di una formattazione drastica nella maggior parte dei casi.





